I suoni di Kavala e Thassos
Come in ogni angolo della Grecia, Kavala e Thassos rivelano la loro vera identità attraverso le persone che le abitano. A, le tradizioni marinare, l’enogastronomia locale e una scena creativa, tranquilla ma atvace, continuano a prosperare. E a Thassos, l'isola proprio di fronte a Kavala, i sapori locali, la lavorazione del marmo e la storia antica si rivelano più o meno allo stesso modo: attraverso voci che ti invitano a condividere il loro mondo. La nostra serie di podcast, Suoni di Kavala e Thassos, raccoglie queste storie personali, rivelando uno stile di vita profondamente legato alla memoria e al luogo.
Suoni di Kavala
Episodio 1 – Il pescato del giorno: la pesca e le tradizioni marittime di Kavala
Il mare non è solo uno sfondo a Kavala. Plasma l’identità, le vite e i mezzi di sussistenza non solo della città, ma della sua gente. Il capitano Giorgos Pagonis ha trascorso la sua vita in mare. “Sono nato e cresciuto su una barca – è semplice”, dice, ricordando come il mare sia arrivato a rappresentare l’appartenenza tanto quanto la sopravvivenza – prima come figlio di un pescatore e poi come pescatore lui stesso. Oggi apre quel mondo ai visitatori durante le escursioni di pesca, dove condivide cosa significa essere legati al mare.
Christos Tzanakos offre una nuova prospettiva su una città portuale plasmata dal flusso di persone e merci. Dopo decenni trascorsi in mare, è tornato e ha fondato il Museo Marittimo di Kavala, raccogliendo oggetti, fotografie e racconti che ripercorrono il lungo rapporto della città con il mare. “I vecchi marinai hanno subito abbracciato l’idea”, ricorda. “Ci hanno regalato i loro cimeli, hanno fatto donazioni. Ci hanno detto: ‘I vostri nipoti, i vostri figli verranno a chiederti: “Cos’è questo? Un sestante? Cosa ne facciamo? Lo buttiamo via?’ Ed è così che tutta questa storia e tradizione marittima andrebbe perduta.”
Tra di loro, l’esperienza e la memoria del mondo marittimo di Kavala prendono vita – personali, storiche e in continua evoluzione.
Episodio 2 – Anima culinaria: il raccolto e il patrimonio di Kavala
Per altri abitanti di Kavala – come Avgi Chrysanthidou – i legami più forti con il passato risiedono nei sapori tramandati dalle generazioni precedenti. Nel laboratorio di famiglia a Nea Karvali, alle porte della città, la sua ricetta dei kourabiedes (biscotti ricchi, burrosi e croccanti) racchiude lo spirito delle famiglie greche giunte come profughe dall’Asia Minore negli anni ’20. “È passata dalle mani di mia nonna a quelle di mia madre, da lì a noi… e poi ai nostri figli, senza perdere nulla: né il gusto né il ricordo”, racconta.
È un sentimento condiviso da Prodromos Iosidis, fondatore di un altro laboratorio di kourabie dal profumo delizioso nelle vicinanze. “Ho iniziato a fare i kourabie 50 anni fa”, ci racconta. “Mio padre aveva comprato un panificio. Fino ai vent’anni ho fatto il pane. Dopo il servizio militare, mi sono sposato e io e mia moglie abbiamo iniziato a fare i kourabie – usando la ricetta della nonna”.
Nel frattempo, sulle pendici del Monte Pangaio, dove la produzione vinicola risale al culto di Dioniso, Vasilis Tsaktsarlis si prende cura del suo vigneto a Ktima Biblia Chora. La combinazione di clima mediterraneo e terra fertile plasma il carattere dei vini, mentre la conoscenza tramandata nel tempo guida ogni decisione in vigna e in cantina. «Quando ti prendi cura del vigneto, lui si prende cura di te», dice.
Quando vi prendete cura del vigneto, esso si prende cura di voi
È stata Chrysanthi Oikonomidou, responsabile delle visite guidate della tenuta, ad accompagnarci nella cantina con un sorriso accogliente e alcune riflessioni personali. «Il nome della tenuta, Biblia Chora, è l’antico nome della nostra regione, derivato da un vitigno chiamato Vivlia, che era stato portato qui dagli antichi Fenici», ha spiegato. «In seguito, è stato coltivato dagli antichi Greci a tal punto che l’intera zona è diventata nota come “Biblia Chora”.
Insieme, dimostrano come i sapori di Kavala siano plasmati tanto dalla storia quanto dalla posizione geografica.
Episodio 3 – Arte e Cultura: i giovani creatori di Kavala
A Kavala, la creatività spesso nasce dalla città stessa. Da Mantility, ad esempio, la seta diventa una tela per la collaborazione, riunendo artisti e designer. Come spiega la fondatrice Vasiliki Zafeiria Ipsilanti, i designer sono incoraggiati a “creare senza restrizioni, purché il loro lavoro venga poi trasferito sulla seta”. Attingendo alla lunga tradizione della lavorazione della seta nel nord della Grecia, ogni pezzo porta con sé un’espressione personale plasmata dalla luce e dai colori del mondo che li circonda.
Nel frattempo, nel laboratorio della ceramista locale Stella Rokou, il processo è ancora più sensoriale. L’argilla viene modellata a mano e con l’esperienza, con pazienza e attraverso l’espressione fisica. “Adoro il fatto che tutto sia davvero vicino a me – il mare, la natura, la possibilità di passeggiare”, dice parlando della vita a Kavala e trasmette questo entusiasmo ai suoi studenti: “Quando arrivano, sono spesso molto stanchi e stressati. Ma alla fine della lezione di due ore, se ne vanno come persone diverse, felici, ottimiste”.
Passando al teatro, Eva Oikonomou-Vamvaka ci racconta la sua esperienza come direttrice artistica del Festival di Filippi. Parla di come gli spettatori siano ispirati sia dal dramma antico che dall’ambientazione dell’Antico Teatro di Filippi sul Monte Pangaio. Ma ci racconta anche dell’iniziativa di commissionare a nuovi gruppi e registi emergenti la creazione di nuove produzioni del festival in luoghi alternativi a Kavala. «Per me è importante che le produzioni del festival abbiano un carattere unico – che provengano dalla città e siano fatte per la città», afferma.
Insieme, rivelano una scena creativa plasmata tanto dal luogo quanto dalla pratica.
I suoni di Thassos
Episodio 4 – Sotto la superficie: alla scoperta dell’antica Tasso
A Thassos il mondo antico non è mai lontano. L’archeologo Tasos Kakamanoudis, originario di Kavala, descriveva Thassos come l’isola di fronte, mistica e dai colori cangianti, soprattutto al tramonto. Ora che vive sull'isola, racconta la storia delle origini di Thassos – sia mitiche che reali – e dei culti dei primi coloni. “Arrivarono da Paros, già nel VII secolo a.C., portando con sé i propri dei – Apollo, Artemide, Dimitra, Dioniso, Poseidone, Ercole e altri”, ci racconta. «Portando con sé i propri culti, hanno sostanzialmente contribuito a creare la città stessa». Descrive gli scavi dell’antica città e riflette sui reperti ora conservati nel Museo Archeologico di Thassos, tra cui una suggestiva statua di Alessandro Magno.
Anastasios Billias è cresciuto letteralmente tra le rovine dell’antica Thassos. «Eravamo proprio lì, accanto ai marmi antichi, alle ceramiche, alle monete», racconta. «Quando pioveva, uscivamo e trovavamo monete o frammenti di lampade a olio. La storia ci ha toccato così profondamente che volevamo conoscere le persone che ci hanno preceduto». Riflette anche sul lavoro della Scuola Francese di Atene, i cui scavi sistematici all’inizio del XX secolo hanno portato alla luce la struttura della città antica: i suoi spazi pubblici, i monumenti e le tracce della vita quotidiana.
Insieme, le loro voci rivelano un passato che rimane tangibile e strettamente legato all’esperienza di visitare Thassos oggi.
Episodio 5 – Miele e olio d’oliva: Thassos in un barattolo
Il gusto fa parte della vita quotidiana a Thassos. Kostas Panagiotopoulos, presidente della Cooperativa degli Apicoltori di Thassos a Prinos, e il collega apicoltore Dimitris Koutlis della Koutlis Honey a Lefki svelano uno stile di vita plasmato dalla pazienza e da una profonda attenzione alla natura. «Se crei un legame con questo lavoro, lo ami… Non ti importa dei soldi», dice Kostas. Insieme, mostrano come il rinomato miele di pino dell’isola sia il risultato di generazioni di know-how, dello spostamento stagionale degli alveari e di un paesaggio quasi interamente ricoperto di pini.
L’olio d’oliva racconta un’altra storia di continuità. Presso lo storico frantoio della famiglia Sotirelis a Panagia, Kleopatra Paplomata condivide la tradizione della produzione olivicola a Thassos – dai tradizionali frantoi ad acqua alle moderne tecniche di spremitura a freddo – e spiega come l’olivo autoctono dell’isola, la varietà throuba, produca un olio giallo dorato dal retrogusto caratteristico e leggermente pepato. “Chiunque provi un olio d’oliva extravergine di buona qualità… non credo possa mai passare a qualcos’altro”, afferma.
Insieme, il miele e l’olio d’oliva catturano Thassos nella sua forma più pura.
Episodio 6 – Scolpito dal tempo: il marmo candido di Tasso
A Tasso, il marmo nasce dalle profondità stesse dell’isola. In una cava ancora in attività, il geologo Charalambos Philippidis spiega come il suo caratteristico candore e la sua trasparenza siano determinati dalla sua struttura cristallina, conferendo al marmo di Tasso una lucentezza apprezzata fin dall’antichità. “Ha una proprietà straordinaria… Riflette la luce”, osserva, descrivendo le antiche cave attive dal VI secolo a.C. al VI secolo d.C. Descrive l’ampio utilizzo del marmo di Thassos a livello locale e nei siti antichi della terraferma, come Anfipoli.
Nel frattempo, a Limenaria, lo scultore Kostas Lovoulos lavora il marmo in modo più intimo. Descrive un processo creativo che richiede in egual misura pazienza e ispirazione. “Quando arriva un blocco di marmo – quadrato, solido, una massa… devo sapere cosa racchiude al suo interno”, dice. «Devo pensare a ciò che esiste al suo interno per poterlo far emergere». Egli osserva inoltre che gli antichi erano più abili in questo mestiere rispetto a qualsiasi scultore odierno.
Attraverso di loro, vediamo come il marmo di Thasos abbia attraversato il tempo, portando con sé l’identità dell’isola.
I suoni di Kavala e Thassos
Ogni episodio offre un modo per scoprire Kavala e Thassos attraverso le persone che le conoscono meglio. Segui le loro storie e scopri come la vita quotidiana crei un legame più profondo con queste due destinazioni turistiche della Grecia settentrionale.
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